AMBITO COGNITIVO
PERCHE’ DIMINUISCE IL LIVELLO PRESTATIVO DI GK?
EQUILIBRIO, CAPACITA’ COORDINATIVA: PENALIZZA LA PRESTAZIONE?
GIORNATA 27 DEL CAMPIONATO DI SERIE A.
Nel primo articolo è stato rilevato come tutti i 20 portieri della Serie A che hanno giocato nella 27a giornata di campionato utilizzino posizioni di attesa (o posizioni dinamiche di attesa) con base ampia o molto ampia.
Nel secondo articolo è stato spiegato perché è negativo utilizzare la base di appoggio larga o molto larga. Le prospettive utilizzate sono quelle della geometria e della fisica. Brevemente: ponete una bottiglia di vino in piedi (base più stretta di altezza) e date una spinta. Essa cadrà. Ora ponete la stessa bottiglia ma “sdraiata” (base più ampia dell’altezza). Fornite la stessa spinta ma la bottiglia non cadrà.
In questo articolo cercherò di rispondere a queste domande.
1) sin dall’infanzia si sa che, posizionarsi a gambe larghe, si stabilizza la posizione. Allora perché mi posiziono a gambe larghe se debbo essere rapido nel cambiare posizione del corpo nello spazio?
2) perché negli anni 90 i GK utilizzavano basi di appoggio meno ampie e non si utilizzava il saltello pre gesto tecnico?
3) è “naturale” tutto ciò?
1) STABILITA’ CON GAMBE MOLTO LARGHE
Propongo un rapido “passaggio” di un argomento che ho molto approfondito nella mia pubblicazione Professione portiere*. Sono il bambino che si muove “gattonando”. La base di appoggio è molto più ampia dell’altezza. Cerco di guadagnare la posizione eretta cioè da “base ampia e altezza corta” a “base corta e altezza ampia”.
L’equilibrio diventa una componente molto importante per mantenere la posizione eretta. Ora gioco con i miei compagni. Se sono a terra e l’altro in piedi, sono lo sconfitto; è negativa quella posizione perché mi penalizza di molto. E’ una sconfitta mentre, per chi è rimasto in posizione eretta, è una vittoria. Da ora in poi cercherò sempre di “stare in piedi”.
Inoltre, da quando ho conquistato la posizione eretta, la mamma non vuole più che io mi muova a carponi per terra perché mi sporco e sporco i vestiti oltre che danneggiarli.
Il mio abito cognitivo ha quindi memorizzato:
Quando sono fermo devo stare in posizione stabile cioè base ampia.
Ora voglio iniziare a giocare come GK. E’ il mio primo tuffo: quale sarà la mia posizione di attesa? Gambe larghe, ovvio.
Quanto è radicato nel mio ambito cognitivo questa “modalità posturale”? Tantissimo.
Ora sono un GK e mi alleno da anni. Sono sul campo di calcio e parlo con compagni. Uno di essi mi da una spinta sulla spalla destra, spinta in direzione della spalla sinistra. La spinta è forte e, essendo allenato a tuffarmi, sarebbe logico che lo facessi. Ciò però non accade anzi, utilizzo una strategia di ammortizzazione della spinta stessa: allargo la gamba destra quindi, di fatto, ho spostato la base un po’ più in la ad una distanza tale che possa ammortizzare la spinta stessa.
Tutto finisce lì. Passano alcuni minuti ed il compagno mi avvisa che mi da una spinta uguale a quella precedente. Come mi comporto? Istintivamente sposto il peso del corpo alla mia sinistra in modo da poter disporre di uno spazio maggiore per ammortizzare la forza impressa. Insomma, mi preparo all’impatto ma l’intento primario è: mantenere la posizione eretta.
Esiste una istruzione di livello superiore a questa?
Si, il combatti o fuggi. Nel caso sopra ho utilizzato la modalità “combatti” per fronteggiare il mio compagno. Praticamente cosa ho fatto? Ampliato la base di appoggio.
…e se invece avessi “optato” per l’alternativa a “combatti” e cioè “fuggi”? Avrei ”ridotto la base” ad un solo piede di appoggio perché l’altro si sarebbe sollevato per iniziare la corsa.
COMBATTI: stabilità quindi base ampia
FUGGI: alternanza di cadute quindi base strettissima formata da un solo piede alternato.
E’ solo il punto di inizio perché, questa semplice “istruzione di default” assieme all’altra, “ottenere il massimo spendendo il minimo”, è alla base dell’aumento di infortuni e diminuzione di prestazione, NON RISPETTO AL POTENZIALE, ma rispetto ad infortuni e prestazioni di anni fa.
Brevemente: A MIO AVVISO, ma suffragato da prove, fatti e dimostrazioni sul campo, è un problema di metodologie.
Basta pensare alla “evoluzione” della scuola del GK italiano. Da migliore al mondo a “vieni a scuola perché quello che sai non è accettato dagli altri” (licenza FIGC non riconosciuta dall’UEFA). Previsione facile che feci quando prof Antonio Acconcia mi chiamò per partecipare a riunioni nelle quali si sceglievano le metodologie per impostare il nuovo patentino per preparatori di portieri FIGC. In particolare, l’attacco alla palla e l’attacco sistematico in avanti su tiri.
2) PORTIERI ANNI ‘90
Se “base larga” è un problema principalmente di ambito cognitivo, allora perché non è presente nei portieri degli anni ‘90? Non è proprio così. E’ presente ma le metodologie di allenamento di allora non contemplavano gli abomini contraddittori attuali. Ne cito solo uno, neppure il più rilevante, ma permette di comprendere a cosa alludo.
ALLENAMENTO ALL’EQUILIBRIO
L’equilibrio è fondamentale come spiegato anche al punto 1) ma analizziamo le caratteristiche dell’allenamento dell’equilibrio.
Sport scientist: il mio obiettivo è migliorare la capacità coordinativa dell’equilibrio quindi utilizzo attrezzi / strumenti ritenuti idonei allo scopo. Debbo solo indicare tempi e quantità. Obiettivo raggiunto.
Ambito cognitivo del soggetto: ha appreso che l’equilibrio è il processo di stabilizzazione del corpo nello spazio. Consolida questo principio tramite le esercitazioni.
Caro “ambito cognitivo del soggetto” sarai più “pronto” a richieste di posizioni di stabilità oppure posizioni di dinamicità?
In altre parole, la gara dei 100 m e quella dei 10.000 m si vincono con il miglior tempo rispetto agli avversari. Perché allora, in una gara si parte da posizione eretta e nell’altra da posizione inclinata?
Caro ambito cognitivo, “combatterai“ stabilizzando la postura o “fuggirai” dinamizzando la postura?
Qualunque sia la scelta, sarà favorevole nelle situazioni idonee e sarà penalizzante nelle situazioni dove si richiede la “posizione opposta”.
Esiste soluzione alternativa? Si ma contemplano i sottosoglia e gli archetipi oltre alle istruzioni di default. In pratica, tutti gli elementi “decisionali” che, nella piramide del movimento umano, stanno ad un livello superiore rispetto alle capacità coordinative.
Cosa nascerebbe? Esercizi non contraddittori, sinergici sino a diventare ecologici, ecologici nel senso indicato da Gregory Bateson**.
3) E’ “NATURALE” TUTTO CIO’?
Si, più che “naturale”, è obbligatorio perché indotto da tutte le metodologie di allenamento che conosco. Si tende a non chiedersi cosa sia “memorizzato” nell’ambito cognitivo del soggetto quindi non si ha la più pallida idea di come possa essere l’interazione.
No, non è naturale; è obbligatorio solo da “certe scelte” in poi. Se non si arriva a quelle scelte, allora si può facilmente superare il “conflitto”.
In alcune conferenze AIAC degli anni ‘90 utilizzavo questo “esperimento”:
la platea “vedeva” tre bicchieri avvolti da foglio di carta fermato da elastico. In ognuno versavo la stessa quantità di acqua naturale. L’acqua rappresenta l’allenamento, i tre bicchieri, tre atleti, per essere più precisi, tre “cervelli” di tre atleti.
A questo punto toglievo gli elastici ed un bicchiere conteneva liquidi verde (menta), un altro liquido rosso scuro (vino) ed il terzo liquido arancione (aranciata). Aggiungendo acqua si sono tutti “schiariti” (cioè l’allenamento ha avuto effetto su tutti i soggetti) ma ad ognuno è “rimasto” nell’ambito cognitivo significato (colore) diverso.
CONCLUSIONI
Dopo ripetuti tentativi andati a vuoto, dice la volpe: tanto l’uva non era buona.
La situazione attuale delle metodologie risente della mancanza di validi contributi in ambito cognitivo. Eppure tutto sta nella testa dell’atleta e non dell’allenatore / preparatore. L’ambito cognitivo dell’atleta decide cosa, come e quando “fare” durante la gara.
NELLO SPECIFICO
La posizione di partenza a gambe larghe o molto larghe è negativa per tutti i gesti tecnici partendo da quelli che richiedono il movimento della base. In un caso però è molto utile: tiro fortissimo sopra la testa di GK. La stabilità può diventare determinate perché la palla non superi l’opposizione di mani / braccia.

* PROFESSIONE PORTIERE: IL TUFFO (calciolibri.com) ** Verso un’ecologia della mente – Gregory Bateson (adelphi.it)