PRESTAZIONE DI GK PROFESSIONISTI CONFRONTO CON PRESTAZIONE DI GIOVANISSIMO GK ES.4 E 4BIS

23 Gen , 2024 - GK Performance Lab,Metodico

PRESTAZIONE DI GK PROFESSIONISTI CONFRONTO CON PRESTAZIONE DI GIOVANISSIMO GK ES.4 E 4BIS

PRESTAZIONE DI GK PROFESSIONISTI CONFRONTO

Immagine 1 e 2

PRESTAZIONE DI GK PROFESSIONISTI CONFRONTO

Questa situazione è analoga a quella soggetta ad analisi in precedente articolo – Esempio 3. Stesso portiere, stesso lato e stesso comportamento.

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Dopo due prestazioni analoghe attuate in analoghe situazioni, può sorgere il dubbio che a quel GK risultasse difficile eseguire la tecnica del tuffo.

No, si tratta semplicemente di aspetto neuroscientifico non considerato in ambito dell’allenamento che “interagisce” in ambito cognitivo.

Non mi interessa entrare in merito a ciò ma sottopongo i risultati sul campo di quanto espresso sopra.

C’è da restare stupiti perché GK è BRAVISSIMO nel tuffo, eppure su due occasioni simili ha utilizzato due esecuzioni simili di levagamba.

GK sa che con il suo levagamba non arriva a quelle due traiettorie? Beh, l’allenamento dovrebbe permettergli di rispondere a queste sue domande. Di fatto GK sbaglia ambedue le volte perché QUELLE SCELTE non gli danno nessuna possibilità di intervento positivo.

Immagine 1 Tuffo

Rigore contro. Il pallone è appena stato colpito. GK ha già scelto l’angolo inclinandosi a destra. L’aspetto interessante è che ha sollevato il piede destro MENTRE è in caduta.

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Immagine 2 Tuffo

GK ha riappoggiato il piede destro e poi, contro movimento dell’arto inferiore destro quindi spinta.

Questa è la base del mio tuffo lungo.

Cadere sollevando la gamba interna alla direzione del tuffo, riappoggiare il piede e contromovimento della gamba quando si verifica il momento angolare opportuno.

GK ha eseguito malissimo il tuffo lungo ma, ugualmente, ha ottenuto un discreto risultato.

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Osservate dove è collocata la testa quando impatta al suolo. Immaginando il braccio teso*, è chiaro che quella esecuzione lo ha portato ad arrivare sino al palo di destra partendo da centro porta.

*anziché sul gomito per ammortizzare l’impatto al suolo.

Immagine 3 Tuffo

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Immagine 4 Tuffo

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La parte interessante è che:

– Immagine 3 Tuffo dimostra che CON LA TESTA sia ben distante dal palo di destra mentre

– Immagine 4 Tuffo dimostra che, AL TERMINE del tuffo, i glutei sono all’altezza del palo di destra.

DISCUSSIONE

GK parte dal centro della porta con l’esecuzione del tuffo. Solleva la gamba destra e “cade” verso destra. Levagamba quindi se non fosse che, PRIMA di arrivare al suolo per caduta, GK utilizza la “spinta potenziale” presente nell’arto inferiore destro, spinta ottenuta tramite l’estensione dell’angolo presente all’articolazione del ginocchio (NON E’ forza elastica e neppure forza esplosiva ma per sapere cos’è bisogna “dimenticarsi la biomeccanica” altrimenti, questa forza non esiste perché non classificata…)

La pessima scelta del momento angolare anticipa il punto di impatto al suolo ma la spinta generata è talmente tanta che continua a spostare lungo la direttrice del tuffo l’intero corpo per ben oltre un metro. Distanza con attrito quindi immaginate dove potenzialmente potrebbe arrivare questo GK.

Consiglio di vedere l’intera sequenza video. E’ veramente interessante per me.

La partita è Empoli – Milan 0 – 3 ed il portiere dell’Empoli è Caprile

Più sotto vi sono i parametri di prestazione di GK di 12 anni. Egli ha eseguito il tuffo lungo in modo sufficientemente valido anche se ben lontano al suo livello di prestazione ottimizzata. E’ ovvio perché questo era il primo allenamento inerente il gesto tecnico del tuffo. Ciononostante non ha commesso gli errori esecutivi di GK professionista e la sua gittata è molto superiore a quella di GK professionista anche se, in termini di cm, non vi è poi una grande differenza al termine del gesto tecnico.

CONSIDERAZIONI

Vi sono enormi differenze di spazio coperto in statica (altezza con braccio in estensione) tra i due GK. Non solo, a livello di forza il gap tra i due è ancora più evidente. Ergo, se in cm di spazio totale coperto non vi è una grande differenza, la realtà è ben diversa e non a favore di GK professionista.

QUINDI

dov’è il problema?

Nell’allenamento di GK professionista rispetto al mio con GK giovanissimo?

SI ma non riguarda tanto ciò che “sanno i preparatori di portieri” ma quello che NON SANNO perché non trovano nulla di ciò in letteratura, programmi di studio, corsi e convegni.

GK professionista può eseguire un tuffo ma, per esempio, ha optato per levagamba che non gli permette di arrivare alla traiettoria in due precedenti occasioni. In altre parole, ha scelto il “modo” per NON ARRIVARE ad intercettare la palla / traiettoria ma fermarsi prima.

Perché GK opta per levagamba invece che tuffo?

Problemi di esercizi di allenamento non coerenti, non consistenti, contraddittori e non ecologici. In altre parole, parametri cognitivi di un esercizio vanno in “conflitto” con quelli già in memoria di analoga situazione.

Aspetto cognitivo quindi.

Inoltre, NON E’ un problema di apprendimento ma di comprensione, consolidamento, memorizzazione e conseguente attuazione del progetto ideomotorio.

CONFRONTO

Confrontiamo la prestazione di GK professionista in occasione del tuffo su rigore con la prestazione del tuffo lungo da parte di un giovanissimo 12enne, esecuzione al termine del primo allenamento con la metodologia del tuffo lungo.

Per molti versi sono due situazioni analoghe.

Immagine di posizione di partenza

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Immagine al termine del tuffo, senza passi di avvicinamento, 468 cm.

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Il giovanissimo GK arriva ben oltre il palo di parte senza passi di avvicinamento.

CONCLUSIONI:

impietoso confronto ma GK professionale ha una scusante: la pressione psicologica della partita che porta a riadattare le ripetizioni degli esercizi negli allenamenti specifici. Insomma, problemi cognitivi ma di quelli ho già argomentato in post che trattano di metodologie di allenamento.

*non è vero, vi sono almeno 30 cm in più a vantaggio del GK ma questo spazio fisico non lo considero per comodità e semplicità di calcolo

**le misure non vanno considerate come una veridicità assoluta ma con un minimo di tolleranza essendo “meccanica” la fissazione dei punti di inizio e termine dei vari segmenti.


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