Il modello italiano attualmente prevalente (soprattutto nella Serie A e B di calcio femminile ma che spesso viene ripreso anche nel calcio maschile, e con meno allenamenti anche nei dilettanti) 5 allenamenti + partita, forte enfasi su aerobico/tattica, seduta di forza resistente, defaticamento, strutturato in questo modo:
– lunedì defaticante
– martedì lavoro aerobico (chi ha giocato potrebbe farlo il mercoledì) + tattica a volte
– mercoledì forza resistente in palestra + tattica
– giovedì richiamo aerobico + tattica
– venerdì agilità + tattica
– sabato rifinitura
Presenta limiti strutturali che ormai sono emersi da studi epidemiologici, meta-analisi e confronti internazionali. Tali limiti sono probabilmente alla base dell’elevata incidenza di lesioni muscolari e ACL, specialmente nel femminile.
Ecco alcuni dati:
- I programmi di allenamento che includono neuromuscular training (controllo motorio, equilibrio, propriocezione), esercizi eccentrici per gli hamstring e blocchi di forza massima dimostrano riduzioni significative del rischio di lesioni non‐contatto (ACL, hamstring).
- Studi recenti mostrano che forti differenze di forza (bilaterali o agonista/antagonista) nei flessori della coscia (hamstrings) o negli estensori (quadricipiti), soprattutto in velocità bassa e media, sono correlate con maggiori probabilità di infortunio muscolare.
- Elevato carico aerobico / tattico, con pochi stimoli di esplosività, velocità massimale, forza massima, pliometria, e scarso allenamento eccentrico, contribuisce anche a debolezza muscolare (o inefficienza neuromuscolare) e restrizioni funzionali nei periodi di fatica.
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